Dott. Massimo Sperduti - LE NOVITÀ IN MATERIA FISCALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA DICHIARAZIONE INTEGRATIVA A FAVORE E ALLA DEFINIZIONE AGEVOLATA DEI RUOLI

LE NOVITÀ IN MATERIA FISCALE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA DICHIARAZIONE INTEGRATIVA A FAVORE E ALLA DEFINIZIONE AGEVOLATA DEI RUOLI

Il decreto legge n. 193 del 2016 è stato convertito con modificazioni in legge nella seduta di oggi al Senato.

Tale decreto, tra gli altri, regolamenta l’istituto della dichiarazione integrativa a favore sia con riferimento alle imposte dirette che con riferimento all’imposta sul valore aggiunto; al riguardo, si fa presente che, secondo la novella normativa, salva l’applicazione delle sanzioni e ferma restando l’applicazione delle disposizioni concernenti l’istituto del ravvedimento, le dichiarazioni dei redditi, dell’IRAP e dei sostituti di imposta possono essere integrate per correggere errori od omissioni, compresi quelli a cui sia conseguita l’indicazione di un maggiore o minore imponibile o un maggiore o minore credito, attraverso una dichiarazione successiva, da presentare non oltre i termini stabiliti dall’articolo 43 del d.P.R. n. 600 del 1973, cioè, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione da integrare, utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo di imposta cui la dichiarazione predetta si riferisce.

Il credito derivante dal minor debito d’imposta o dal maggior credito risultante dalle dichiarazioni integrative presentate può essere utilizzato in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del d.lgs. n. 241 del 1997; tuttavia, qualora la dichiarazione integrativa a favore sia presentata oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, il credito risultante dalla predetta dichiarazione integrativa potrà essere utilizzato in compensazione per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo di imposta successivo a quello in cui la dichiarazione integrativa predetta è stata presentata.

In tal caso, si ricorda che secondo la norma è necessario che nella dichiarazione relativa al periodo di imposta in cui la dichiarazione integrativa è stata presentata venga indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalla predetta dichiarazione integrativa.

Analoga disposizione viene prevista per la dichiarazione dell’imposta sul valore aggiunto che potrà essere integrata entro il termine previsto dall’articolo 57 del d.P.R. n. 633 del 1972 (entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione).

L’eventuale credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante dalle dichiarazioni integrative presentate entro il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, potrà essere portato in detrazione in sede di liquidazione periodica o di dichiarazione annuale, ovvero utilizzato in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997 ovvero chiesto a rimborso, qualora ricorrano per l’anno in cui la dichiarazione integrativa è presentata i requisiti previsti dagli articoli 30 e 34, comma 9, del d.P.R. n. 633 del 1972.

Nelle ipotesi in cui la dichiarazione integrativa venga presentata oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, l’eventuale credito potrà essere utilizzato in compensazione per eseguire i versamenti di debiti maturati a partire dal periodo di imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa ovvero chiesto a rimborso sempre che ricorrano i presupposti normativamente previsti.

Appare utile rilevare che nella dichiarazione relativa al periodo di imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa deve essere indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggior credito risultante dalla dichiarazione integrativa.

Tra le novità del decreto, troviamo l’estensione dell’istituto del ravvedimento operoso ai tributi doganali e alle accise amministrati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, limitatamente alle riduzioni delle sanzioni ad un settimo e ad un sesto del minimo, rispettivamente, per la regolarizzazione entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero entro due anni dall’omissione o dall’errore se non è prevista dichiarazione, e per la regolarizzazione oltre il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore.

La preclusione al ravvedimento non opera anche per i tributi doganali e per le accise amministrati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, sempre che non siano già stati notificati avvisi di pagamento e/o atti di accertamento.

Per quanto riguarda la definizione agevolata dei ruoli, si segnala che sarà possibile per tutti i carichi affidati agli agenti della riscossione negli anni che vanno dal 2000 al 2016, con conseguente elisione delle sanzioni comprese nei predetti carichi, interessi di mora, sanzioni e somme aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del d.lgs. n. 46 del 1999, attraverso il pagamento dilazionato in rate sulle quali sono calcolati, a decorrere dal 1° agosto 2017, gli interessi nella misura del 4,5% annuo.

Il settanta per cento delle somme dovute dovrà essere versato dal contribuente entro il 2017 e il restante trenta per cento nell’anno 2018; le rate potranno essere di un numero massimo di tre per il 2017 e due per il 2018.

Al fine di poter accedere alla definizione in argomento, il contribuente dovrà manifestare la volontà di avvalersene entro il 31 marzo 2017.

Per le sanzioni amministrative relative alle violazioni del Codice della Strada, di cui al d.lgs. n. 285 del 1992, la definizione si applica limitatamente agli interessi.

Per ultimo, si segnalano altre due disposizioni di particolare rilevanza: la prima, secondo cui anche i professionisti non organizzati in ordini o collegi, ex legge n. 4 del 2013, potranno autenticare la sottoscrizione della procura speciale concernente la rappresentanza e l’assistenza dei contribuenti presso gli Uffici finanziari ex articolo 63 del d.P.R. n. 600 del 1972.

La seconda si riferisce all’obbligo, a partire dal 2018, dell’emissione in modalità elettronica delle fatture relative ad operazioni soggette al tax free shopping.


Dott. Massimo Sperduti

Commercialista

Revisore Contabile

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