Articoli e materiale di diritto condominiale

Centro Studi - L'individuazione della disciplina giuridica applicabile ai balconi "aggettanti"

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L’INDIVIDUAZIONE DELLA DISCIPLINA GIURIDICA APPLICABILE AI BALCONI “AGGETTANTI”

 

 

Gran parte delle persone che vive in condominio sente la necessità di proteggere dal sole, o da intemperie varie, i balconi, così definiti “aggettanti”, quelli cioè che non assolvono anche alla funzione di copertura dell’edificio perché non incorporati nella costruzione, diversamente dalle cosiddette terrazze a livello.

Tale esigenza viene soddisfatta attraverso l’installazione di tende da sole che richiede necessariamente il loro agganciamento alla soletta del balcone “aggettante” sovrastante.

Nella stragrande maggioranza dei casi tale operazione viene, per consuetudine, realizzata senza chiedere il consenso del proprietario dell’appartamento sovrastante, nella convinzione che il proprietario dell’immobile interessato vanti un diritto d’utilizzazione della soletta, derivante dalla considerazione che il balcone sia di proprietà comune dei proprietari del piano interessato.

Tuttavia, come anche chiarito dalla Corte di Cassazione, l’art. 1125 del Codice Civile non può “trovare applicazione nel caso dei balconi «aggettanti», i quali sporgendo dalla facciata dell’edificio, costituiscono solo un prolungamento dell’appartamento dal quale protendono e, non svolgendo alcuna funzione di sostegno, né di necessaria copertura dell’edificio (come viceversa, accade per le terrazze a livello incassate nel corpo dell’edificio), non possono considerarsi a servizio dei piani sovrapposti e, quindi, di proprietà comune dei proprietari di tali piani, ma rientrano nella proprietà esclusiva dei titolari degli appartamenti cui accedono. […].”[1]

Invero, “essi costituiscono un mero elemento accidentale dell’appartamento al quale appartengono e sono di proprietà esclusiva del titolare” del citato immobile; “per cui non rientrano fra le cose comuni, […].”[2]

Pertanto, sulla base dell’orientamento su indicato, il condòmino, che vuole installare delle tende da sole agganciandosi alla parte inferiore del balcone “aggettante” sovrastante, dovrà necessariamente ottenere il benestare del proprietario dell’appartamento al quale il predetto balcone accede.

 

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[1]  In questo senso, si veda Corte di Cassazione, Sez. II, 17 luglio 2007, n. 15913; in senso conforme, si veda Corte di Cassazione, Sez. II, 12 gennaio 2011, n. 587, secondo cui “deve escludersi che tale soletta (di un balcone aggettante) sia di proprieta’ comune tra i proprietari del primo e del secondo piano ai sensi dell’art. 1125 c.c.; invero, l’assenza di una sua funzione divisoria tra i due piani comporta l’insussistenza del necessario presupposto per ritenerla di proprieta’ comune tra i proprietari dei due piani l’uno all’altro sovrastante. In linea piu’ generale, poi, deve escludersi che i balconi aggettanti fungano da copertura del piano inferiore in quanto essi, dal punto di vista strutturale, sono del tutto autonomi rispetto agli altri piani, poiche’ possono sussistere indipendentemente dall’esistenza di altri balconi nel piano sottostante o sovrastante; non avendo quindi funzione di copertura del piano sottostante, il balcone aggettante non soddisfa una utilita’ comune ai due piani, e non svolge neppure una funzione a vantaggio di un condomino diverso dal proprietario del piano.”

[2]  Si veda la nota precedente.

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